Covid-19: è tornata l’infodemia

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Photo by Ashkan Forouzani on Unsplash

Livelli politici e istituzionali diversi che prendono decisioni diverse tra loro sulla base del territorio di riferimento.

Leader che vanno in giro senza mascherina, sindaci che chiudono tutto.

Medici o esperti vari che dicono che adesso non è pericoloso come in marzo, altri che dicono che un secondo lockdown non solo è possibile ma è addirittura imminente.

Media che alternano eccessi di allarmismo a eccessi di lassismo.

A tutto questo si mescola il consueto razzismo di risulta, per cui si è passati dalla tesi secondo la quale il virus fino a qualche settimana fa non esisteva e comunque non era pericoloso, all’argomento per cui il Covid-19 arriva (quasi) solo dall’estero, con l’implicito che esistono stranieri, di pelle nera, che sono più pericolosi di altri.

Alcune distorsioni, lo abbiamo visto in questi mesi, sono quasi inevitabili: gli ‘esperti’ hanno parlato tanto, a volte troppo, e hanno continuato a contraddirsi a vicenda. Giornali e tv riescono a dire spesso tutto e il contrario di tutto senza vergognarsi, e così i singoli leader politici.

Resta solo una speranza, e cioè che la gestione di un’eventuale seconda epidemia torni a essere nazionale e coordinata, e che le imminenti elezioni regionali e comunali non trasformino l’Italia in ciò per cui è diventata famosa in tutto il mondo, e cioè la terra dell’eccezione.

p.s. temo che l’argomento retorico per cui si chiede alle persone di essere prudenti in vacanza perché altrimenti si rischia una seconda ondata non abbia nessuna possibilità di funzionare e non perché l’argomentazione sia sballata, ma proprio perché in tanti stanno vivendo queste giornate come le ultime prima di un nuovo — non si sa quanto inevitabile — isolamento. Temo dunque che non sia il momento delle spinte gentili: se (faccio un esempio che fa incazzare tanti per la sua iniquità) le discoteche sono pericolose, vanno chiuse. E non si deve cambiare idea ogni tre o quattro giorni sulla base degli interessi economici o elettorali del momento.

Cambiare idea durante un’emergenza favorisce l’infodemia, e l’infodemia favorisce il principale vettore sociale del virus: visto che ognuno fa come gli pare, faccio anche io come pare a me.

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Socio, comunicatore politico e pianificatore strategico dell’agenzia di comunicazione Proforma (www.proformaweb.it)

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