I dati di una ricerca GlobalWebIndex sottolineano ciò che già si sa ma che troppo spesso si fa finta di non considerare: i consumatori sono prima di tutto persone, poi (eventualmente) portafogli.

Da qualche tempo ho la sensazione, in verità piuttosto spiacevole, che — contrariamente a ciò che a intervalli regolari si sostiene- non siano le idee a mancare nel dibattito pubblico, quanto la loro effettiva realizzazione.

Molti problemi (a partire dal perché il capitalismo per come lo conosciamo non funziona più, a meno che non si voglia considerare fisiologico un sistema economico che produce e non attenua le diseguaglianze…

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Photo by Erika Giraud on Unsplash

Il quesito con cui il M5S sta chiedendo agli iscritti a Rousseau se siano d’accordo con l’ingresso nel governo Draghi è una grande occasione per ragionare del potere di chi fa design dell’informazione e anche per parlare di economia comportamentale.

(quanta grazia, direte voi).

Parto dal quesito su cui oggi si voterà dalle 10 alle 18:

“Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”

Il quesito contiene volutamente tre elementi di distorsione:

1. Il ‘super-Ministero della Transizione ecologica’ è qualcosa di cui Draghi non ha (ancora) parlato e non è detto che sia affidato al M5S. …

Breve storia di un sondaggio che potrebbe condizionare la realtà parlamentare delle prossime settimane pur basandosi su uno scenario, al momento, inesistente.

Il dato più rilevante di queste ore, a mio avviso, riguarda la stima resa nota dall’istituto di ricerca SWG sul potenziale elettorale di Giuseppe Conte come eventuale leader di un partito da lui fondato. Secondo questo sondaggio, il “partito di Conte” otterrebbe il 16% alle prossime elezioni, diventando così la seconda forza politica (seppur di poco) per consenso.

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Orientamento di voto degli italiani — 20 gennaio 2021, dati SWG per il TG di La7

Questa tabella inoltre ci direbbe che:

  • Conte eroderebbe il consenso più dal M5S e dal PD che dal centrodestra, come…

La politica che coinvolge le proprie comunità nei meccanismi di costruzione delle identità dei luoghi può ottenere risultati molto migliori rispetto a un bello spot e a una bella foto.

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Decine di migliaia di cittadini, baresi e non solo, in strada per festeggiare San Nicola, 8 maggio 2019 (fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)

(sintesi del mio intervento per Trentino Brand New 2020)

Sono un cittadino pugliese. Fino a una ventina d’anni fa la nostra rappresentazione nel mondo poteva essere sintetizzata con l’accento di Lino Banfi nei suoi film, e la convinzione che tutti i pugliesi parlassero con quell’accento. (no, non è così, abbiamo problemi con le vocali ma di diversa natura. Hint: provate a farmi pronunciare Coca-Cola)

La Puglia era la Regione delle…

Le città avevano chiesto il (migliore) tempo delle persone in cambio della promessa di un’alta qualità della vita: perché questo scambio non funziona più — e perché, forse, non è un dramma.

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Photo by Christian Fregnan on Unsplash

Questo post è un commento a una pubblicazione molto interessante a cura di Davide Agazzi, Stefano Daelli e Matteo Brambilla che trovate sul sito www.cittadalfuturo.com e che si prefigge il compito di valutare perché le metropoli stanno vivendo la crisi di senso in cui sono immerse da mesi (è di ieri la notizia delle trecentomila famiglie che hanno deciso di lasciare New York per cercare fortuna, e costi…

Aspettando i dati definitivi (semicit.), una selezione dei numeri più interessanti dagli Exit Poll Edison/New York Times

1. Un unico fatto, due realtà parallele: sulle capacità di gestione della pandemia (e sull’uso della mascherina) assistiamo a una spaccatura quasi drammatica nelle valutazioni

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Ha funzionato il modello opposto rispetto a ciò a cui siamo abituati nel nostro paese: niente toni urlati e radicalità nella proposta politica.

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Jacinda Ardern, rieletta prima ministra in Nuova Zelanda (Hannah Peters–Getty Images)

Perché interessarsi alle elezioni politiche in Nuova Zelanda, un paese così lontano da noi e con “soli” cinque milioni di abitanti?

Ci sono un sacco di motivi, in verità.
In primo luogo, la storia è interessante per le modalità con cui si è arrivati a questo risultato.

Jacinda Ardern è la prima premier della storia del suo paese che non avrà bisogno di una coalizione per governare. Ha vinto infatti col 49.7% dei consensi, e in Nuova…

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Photo by Sandie Clarke on Unsplash

Perché prima del primo lockdown non si avevano riferimenti su quanto potesse durare, sulle conseguenze sulla vita delle persone, perché non era stata sperimentata la fatica di quella fase. Ora tutto questo è molto chiaro, fa paura, e porta dunque a una minore disponibilità da parte dei cittadini ad accettare un ipotetico lockdown, anche se fosse l’unica soluzione possibile a ridurre i contagi;

Perché a differenza della prima ondata, in cui il Governo fu giustificato da una fetta significativa dell’opinione pubblica per aver gestito l’imponderabile, c’è la sensazione (parlo sempre di percezione dell’opinione pubblica, non ho le competenze necessarie a…

Una ricerca di aprile 2020, realizzata da un team multidisciplinare, dimostra che l’esposizione dei cittadini americani alla disinformazione online è del tutto marginale (l’1% al massimo). Le questioni aperte, comunque, non mancano.

Da qualche anno da questa parte — per semplificare, da quando Donald Trump ha vinto le elezioni americane nel 2016 — è iniziata una lunga, costante, approfondita “campagna contro le fake news”. La tesi implicita, mai realmente dimostrata, è che Trump abbia vinto prima di tutto grazie all’utilizzo massiccio di meccanismi di disinformazione, in particolare sui media digitali. …

Stravincono i governatori uscenti, perdono i leader che amano alzare i toni: è il momento della stabilità e dell’equilibrio?

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Celebri romani che esultano per un pareggio in rimonta.
  1. Non c’è stato alcun effetto visibile del voto amministrativo sul referendum. Il successo del sì è stato piuttosto omogeneo e la tendenza, al massimo, è geografica: il sì ha vinto di più al Sud e dentro questo risultato va visto (come sempre, che piaccia o meno) un sentimento di rivalsa verso una classe politica trasversalmente percepita come incapace di risolvere i problemi;
  2. Bisogna resistere alla tentazione di dire che chi ha votato no è di sinistra e chi ha votato sì…

Dino Amenduni

Socio, comunicatore politico e pianificatore strategico dell’agenzia di comunicazione Proforma (www.proformaweb.it)

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